Arcivescovo di Napoli, per il dopo Sepe spunta don Mimmo Battaglia. Da Roma: annuncio a breve

La voce a Roma circola con insistenza, confermata anche da alcuni autorevoli vaticanisti: sabato quando i vescovi italiani incontreranno il Papa arriverà l’annuncio ufficiale del successore di Crescenzio Sepe all’Arcidiocesi di Napoli. Ovviamente ci sono anche i nomi dei «papabili», è il caso di dire, limitati, per volere di Francesco, soltanto a tre. Il primo e il più accreditato è quello di don Mimmo Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita. Gli altri due candidati sono Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta fino al 2016 e attuale cappellano del Pontefice, e Giuseppe Sciacca, dal 2016 segretario del Supremo tribunale della Segnatura apostolica. Alti prelati che già in primavera erano stati indicati per guidare l’Arcidiocesi di Napoli.

Il cardinale Sepe ha ricevuto la proroga di due anni del suo «mandato» da Francesco nel giugno 2018, poi un’altra «dilazione» non ufficiale, quest’estate. Un record se si considera che l’infaticabile arcivescovo napoletano ha 77 anni e ancora una miriade di progetti da mettere in campo proprio a Natale. Ad esempio i dialoghi con la città, già iniziati, e la tradizionale «asta» in favore degli ospedali che hanno reparti che curano bambini. Potrà proseguirli Sepe perché se è vero, come dicono a Roma, che l’annuncio verrà fatto tra venerdì e sabato, è altrettanto vero che il cardinale resterà «in carica» altri due mesi proprio per preparare il terreno al suo successore in una diocesi che il Papa ritiene fondamentale per il dialogo nel Mediterraneo.

Come detto l’erede più accreditato è il calabrese don Mimmo Battaglia. Un «prete di strada» che ha una lunga esperienza nell’assistenza agli «ultimi». Dal 1992 al 2016 ha guidato il Centro calabrese di Solidarietà (comunità per il recupero delle persone affette da tossicodipendenze); dal 2000 al 2006 è stato anche vicepresidente della Fondazione Betania di Catanzaro (opera di assistenza e carità). Non è cardinale (come tradizione vuole sia l’arcivescovo di Napoli) e Natale non è proprio il periodo migliore per un cambio a capo di una diocesi. Ma Papa Francesco non segue sempre gli schemi.

Corriere del Mezzogiorno

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