Come abbiamo fatto ad abituarci all’indifferenza?

Livia Carlini

Perché non ci si indigna di fronte alla scelta di un partito, che si professa di sinistra, di rifinanziare milizie armate, quando l’operato di quelle milizie è davanti agli occhi di tutti? Sono d’accordo con Notarianni quando dice che «è evidente che il principale partito del centrosinistra, il Pd, abbia barattato in nome della governabilità non solo ogni tipo di presa di posizione, ma anche ogni briciolo di umanità», e aggiungerei di coerenza. Perché non ci si indigna di fronte a un’Europa che si definisce portatrice di pace da più di 70 anni, garante dei diritti umani, quando finanzia altri per evitare che persone in movimento entrino in una fortezza? Ci siamo abituati a immagini di dolore, a morti in mare, a morti sulle spiagge. Ci commuoviamo, proviamo compassione, ma rimane il dolore degli altri. Mi chiedo, prendendo in prestito le parole di Susan Sontag in Davanti al dolore degli altri: «che significa protestare contro la sofferenza rispetto al semplice prenderne atto?».

Domani

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