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Dimezzati i tamponi: giù i contagi. Solo 8.913 i nuovi casi. Nell’ultimo mese crollo dei test, l’allarme: «Così salta tutto»

Per il secondo giorno consecutivo in Italia si rilevano meno di 10.000 nuovi casi di Covid-19, ma bisogna considerare che i dati si riferiscono al fine settimana, quando generalmente si fanno meno test. Mentre i ricoveri aumentano e le unità di terapia intensiva si svuotano più lentamente, il dato che preoccupa riguarda il numero dei tamponi, quasi dimezzato nell’ultimo mese: è un segnale, osservano gli esperti, di come il tracciamento sia ormai fuori controllo. I dati sull’epidemia forniti dal ministero della Salute indicano che ci troviamo ancora davanti a una situazione molto seria e da considerare con attenzione Nelle ultime 24 ore l’incremento dei nuovi positivi è stato di 8.585, confrontabile agli 8.913 casi in più del 27 dicembre.

Per trovare cifre così basse bisogna risalire ai primi di ottobre, ma allora il numero dei tamponi eseguiti era molto più alto. In leggera flessione, ma sempre importante, il rapporto fra casi positivi e tamponi, che sfiora il 12,5% dopo il 14,8% del giorno precedente. Torna a salire anche il numero dei decessi, 445, dopo che negli ultimi due giorni ne erano stati registrati meno di 300, probabilmente a causa del ritardo nelle notifiche che avviene durante il fine settimana. In aumento anche i ricoveri nei reparti Covid, 361 in più in 24 ore, per un totale di 23.932: un dato che preoccupa, visto che conferma la tendenza osservata per la prima volta il 27 dicembre, con 259 ricoveri in più, dopo che da diverse settimane si liberavano posti letto. Intanto si stanno svuotando più lentamente i reparti di terapia intensiva, nei quali si registra un calo di 15 unità nel saldo tra i 167 nuovi ingressi e le uscite, mentre in totale i ricoverati sono 2.565 (nelle settimane precedenti si liberavano fino a 70 posti in un giorno).

A livello nazionale l’incremento di 68.681 tamponi in 24 ore è un numero ancora basso che, al netto del minor numero di test che si fanno nei giorni festivi, conferma che i tamponi eseguiti in Italia si sono ridotti quasi della metà rispetto a novembre, passando da circa 1,5 milioni a settimana a poco più di 900.000.

Il dato è confermato dal virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano: «In parte il calo dipende dal fatto che dopo 21 giorni di isolamento alle persone positive asintomatiche il tampone non viene più fatto in quanto sono ritenute non contagiose ». Sempre da un mese, aggiunge, «sul numero dei positivi pesano soprattutto i nuovi casi e non i tamponi fatti nel tempo» e va considerato poi il maggiore ricorso ai tamponi rapidi, che «ha contribuito notevolmente alla riduzione del tampone molecolare».

E proprio sui tamponi rapidi è scoppiata una nuova polemica con riferimento alla più colpita delle regioni italiane, il Veneto, che ieri ha contato altri 2.782 casi (seguono, lontanissimi, il Lazio con 966 e l’Emilia-Romagna con 750). «Passiamo tutti i giorni per quelli con il maggior numero di contagi – ha detto il governatore Luca Zaia –, il primo giorno che ci siamo presi il primato avevamo fatto circa 60mila tamponi tra rapidi e molecolari. I contagiati erano 3.000, quindi il 5%. In quello stesso giorno, la regione che passava per la migliore aveva trovato 40 positivi su 400 tamponi. Il che significa il 10%: il doppio ». Versione rigettata, tuttavia, dal direttore di Microbiologia dell’Università di Padova Andrea Crisanti, secondo cui «c’è sicuramente un nesso più test-più positivi: maggiore è il numero di test che effettui e maggiore sarà il numero dei positivi. Ma questo aumento proporzionale dura per un periodo, non può essere costante come invece sta accadendo». In serata cattive notizie anche dalla Valle d’Aosta, dove a causa di un problema tecnico ad uno strumento di analisi dell’ospedale Parini del capoluogo numerosi esami sono risultati “falsi positivi”. Risultato: una ventina di pazienti sono stati trasferiti nei reparti Covid. Solo lunedì mattina si è scoperta la loro negatività: ora sono in isolamento. ( V. D.)

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Torna a scendere al 12% il tasso di positività, ma aumentano i decessi (445) e i ricoveri (361 in più nei reparti ordinari).

L’emergenza in Veneto, che resta la regione più colpita, e i falsi positivi di Aosta