Le mille facce del logos dai greci a Cristo

Basterebbe il celebre possente incipit del Vangelo di san Giovanni a testimoniare la straordinaria pregnanza e l’eccezionale valore del termine greco logos. Infatti, quando l’evangelista scrive «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio», la parola centrale del suo annuncio, che in italiano viene tradotta con “Verbo”, in greco suona logos. La lunga storia del logoscomincia nella Grecia antica soprattutto per opera dei filosofi che tanta passione e tante energie dedicarono a chiarirne il significato. Una breve e succosa ricognizione di alcune interpretazioni che di esso furono proposte dai pensatori ellenici ci viene offerta dal bel volume Il logos nella filosofia antica. Cinque studi (pagine 112, euro 24), curato da Roberto Medda, Francesco Pelosi e Diana Quarantotto per le Edizioni di Storia e Letteratura. Nel primo intervento, Patrizia Laspia ripercorre la storia delle interpretazioni del logos da Omero ad Aristotele, concentrando l’attenzione in particolare su Eraclito, Parmenide, i Sofisti, Platone e Aristotele. Nel secondo contributo, scritto da Claudia Luchetti, troviamo un’attenta analisi del valore che il

logos assume nel messaggio socratico tramandatoci da Platone nel Fedone, ove esso viene presentato come icona del bene e della conoscenza di sé. Muovendosi su di un terreno in cui si incontrano linguistica, logica e dialettica, Lucia Palpacelli discute intorno al logos apophantikos (discorso enunciativo) così come ne parla Aristotele nella sua celebre opera De interpretatione. Nel quarto saggio, intitolato ‘Emissione vocale, linguaggio e architettura psicologica in Aristotele’, Roberto Medda affronta il tema del logos quale espressione delle capacità psicologiche specificamente umane. La raccolta si conclude con il saggio ‘Il logos in De opificio mundi 20′ di Filone di Alessandria: in esso, Ludovica De Luca analizza i significati che il termine assume sullo sfondo assai complesso delle fonti che possono aver ispirato Filone. Offrendo un’utile sintesi dei testi presenti nel libro, i curatori affermano: «Il percorso tracciato dai contributi raccolti nel volume, snodandosi attraverso ambiti eterogenei…, esplora temi centrali nell’ambito filosofico antico, quali i nessi tra linguaggio, ontologia ed etica, il rapporto tra forme di comunicazione e facoltà psichiche, la relazione tra Dio e cosmo. Si tratta di un dato che non sorprende, considerata l’ampia portata semantica del termine logos e le sue implicazioni filosofiche». Il libro è destinato a un pubblico di specialisti, ma non è difficile comprendere che le vicende del logos di cui esso ci parla con indiscutibile perizia riguardano assai da vicino ciascun essere umano

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