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Maltempo allenta morsa, riaperta A22 del Brennero. 2500 interventi Vdf. Ora conta dei danni. Per domani nuovo allerta

(ANSA) – ROMA, 07 DIC – L’ondata di maltempo che ha sferzato l’Italia sembra attenuarsi, seppure per poche ore, ma molti problemi restano e si contano i danni, soprattutto in agricoltura. Risolta invece la situazione dell’autostrada del Brennero riaperta al traffico, dopo la chiusura avvenuta sabato sera per motivi di sicurezza provocati dalle abbondanti nevicate tra Vipiteno e il confine. Diminuta l’emergenza anche per la piena dei fiumi nel Modenese, dove ieri il Panaro è esondato, l’allerta della protezione civile da domani scende da rossa ad arancione.

Bastano i numeri a far capire la portata dell’emergenza maltempo di questi giorni: sono oltre 2.500 gli interventi di soccorso compiuti dai Vigili del Fuoco, e 475 pompieri sono ancora al lavoro in Emilia Romagna dove è stata chiusa la falla sull’argine del fiume Panaro, con squadre impegnate con idrovore e motopompe per effettuare prosciugamenti nelle abitazioni, per svuotare le cabine elettriche invase dall’acqua e ripristinare la corrente nella zona di Nonantola, con 300 interventi effettuati. Colpito anche il Veneto, in particolare le provincie di Belluno e Vicenza. 300 vigili del fuoco al lavoro e 1.000 soccorsi effettuati nel bellunese, 200 quelli a Vicenza, dove 15 persone sono state evacuate nella notte alla periferia della città per la rottura dell’argine della roggia Caveggiara. 200 interventi anche in Friuli Venezia Giulia e 300 in Campania. Numeri che snocciola anche il presidente del Veneto Luca Zaia: “Il maltempo ha fatto cadere sul Veneto 624 millimetri d’acqua, contro i 586 del 2010: le opere idrauliche fatte hanno funzionato”. Lo stesso Zaia sta pensando addirittura ad un’ordinanza per stoppare quello che definisce “il turismo macabro” da parte dei tanti che salgono in montagna per documentare su Instagram frane e danni causati da neve e pioggia. Danni che solo nel Veneto “ammontano a qualche centinaio di milioni”. Tanto che la Coldiretti sostiene che nelle campagne italiane si è registrata una vera “calamità con milioni di euro di danni alle coltivazioni a agli allevamenti con aziende agricole isolate, grano e foraggi per gli animali appena seminati spazzati via dall’acqua, coltivazioni di ortaggi allagate e frutteti, vigneti e olive strappate dagli alberi per la furia del vento” dal Veneto all’Emilia, dalla Campania alla Puglia fino alla Sicilia. La Cia chiede un “piano nazionale di manutenzione e di governo del territorio”, mentre le Province domandano al premier di utilizzare i fondi del Recory proprio per i danni provocati dal maltempo. Anche nel Friuli-Venezia Giulia la pioggia, mai così tanta in sole 48 ore da 30 anni a questa parte, ha causato l’ingrossamento dei fiumi, qualche frana e la chiusura temporanea di arterie secondarie. Maggiormente colpite la provincia di Pordenone e la Carnia: a Barcis sono caduti 772 litri d’acqua per metro quadrato. Seppure l’autostrada del Brennero è stata riaperta, situazione ancora difficile in Alto Adige: nella notte si sono verificate diverse valanghe, 5.000 famiglie sono ancora prive di elettricità e 2000 senza acqua ed in alcune aree ci sono problemi per le comunicazioni.

E le previsioni non lasciano presagire nulla di buono: dalla tarda serata/notte di oggi attesi venti da forti a burrasca su Liguria e Friuli Venezia Giulia e su Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia e nella mattina di domani in Puglia, Basilicata e Calabria, con mareggiate lungo le coste. Si prevedono nevicate, mediamente al di sopra dei 400-600 metri e temporaneamente anche a quote di pianura, su Piemonte meridionale, entroterra ligure ed Emilia-Romagna. Nevicate, mediamente al di sopra degli 800-1000 metri e temporaneamente anche a quote più basse, su Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia con apporti al suolo abbondanti. Allerta rossa da parte della Protezione Civile nella Provincia Autonoma di Bolzano, su gran parte del Veneto, nel Lazio meridionale, Abruzzo occidentale, mentre è allerta arancione nella Provincia Autonoma di Trento, sui settori occidentali e centrali del Veneto, sull’area settentrionale del Friuli Venezia Giulia, sulla pianura centrale dell’Emilia-Romagna, sulle aree centrali dell’Umbria, sul Lazio centrale, sul settore costiero della Campania, su gran parte del Molise e sui settori occidentali della Basilicata. (ANSA).