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No alle armi nucleari

di: Fabrizio Mastrofini

armi

“Un mondo libero dalle armi nucleari”. È questo il tema del webinar sul disarmo atomico organizzato mercoledì 16 dicembre in occasione della presentazione del libro edito da Georgetown University Press e intitolato A World Free from Nuclear Weapons.

Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i rapporti con gli stati della Segreteria di Stato vaticana, ha sottolineato che proprio l’emergenza Coronavirus «dimostra l’urgente necessità di una globalizzazione della solidarietà e di maggiori investimenti nella sicurezza integrale e in nuovi modelli di cooperazione globale».

La sicurezza non può essere basata sulla paura della distruzione, ma parte dai principi di «giustizia, sviluppo umano integrale, rispetto dei diritti umani fondamentali, protezione del creato, costruzione della fiducia tra i popoli, promozione di strutture educative e sanitarie, dialogo e solidarietà».

Dal canto suo, il card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha notato che «non sarà mai abbastanza» parlare contro la corsa agli armamenti e le risorse per gli ordigni dovrebbero essere utilizzate per lo sviluppo e per la cura dell’ambiente. «Vogliamo riflettere sull’impatto catastrofico di tutto questo sulla nostra società umana e rinnovare l’appello del santo padre per un mondo libero dalle armi nucleari», ha ribadito il cardinale Turkson.

Nel frattempo, nelle relazioni internazionali «prevale un clima di paura, sfiducia e opposizione», basato su «un uso costante di retorica aggressiva» e aggravato dalla minaccia rappresentata da gruppi terroristici capaci oramai di ottenere facilmente armi chimiche e biologiche. In questo senso il cardinale ha ribadito l’appello della Chiesa «per un mondo libero dal nucleare» e l’impegno a proclamare «il Vangelo della vita».

Il Vaticano ha appoggiato e sponsorizzato l’evento, in collaborazione con il Berkley Center for Religion, Peace and World Affairs della Georgetown University, il Kroc Institute for International Peace Studies dell’Università di Notre Dame, la Georgetown University Press e il Catholic Peacebuilding Network.

Il webinar odierno si è collegato alle due encicliche Fratelli tutti e Populorum progressio. Ma anche alle parole pronunciate da papa Francesco il 10 novembre del 2017 in occasione del discorso rivolto ai partecipanti al Simposio internazionale sul disarmo promosso dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e incentrato sul tema “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”.

«Non possiamo non provare un vivo senso di inquietudine – aveva detto in quell’occasione papa Francesco – se consideriamo le catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali che derivano da qualsiasi utilizzo degli ordigni nucleari».

«Pertanto, anche considerando il rischio di una detonazione accidentale di tali armi per un errore di qualsiasi genere, è da condannare con fermezza la minaccia del loro uso, nonché il loro stesso possesso, proprio perché la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano. Le relazioni internazionali non possono essere dominate dalla forza militare, dalle intimidazioni reciproche, dall’ostentazione degli arsenali bellici». «Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche – aveva aggiunto il santo padre – non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà».

settimananews