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Chia di Soriano nel Cimino (VT) 12/04/2007 02.40 © sacerdoti lavoratori sposati - Redazione

Niente ostia all’ex parroco sposato 

di MATTEO VINCENZONI 

SI SONO visti togliere l’ostia di bocca dal sacerdote durante la messa mattutina delle nove. Padre Jorge Wilches, cappellano del monastero benedettino di Santa Scolastica a Civitella San Paolo, quando se li è trovati davanti ha riposto il Corpo di Cristo nel calice esclamando: «No, voi no, niente Comunione». Giuseppe Serrone, ex parroco di Chia, era in fila indiana insieme a sua moglie Albana Ruci aspettando di ricevere la Comunione. Occhi bassi, testa piegata leggermente in avanti, mani congiunte davanti al petto. La navata della chiesa è gremita di fedeli. La coppia, a piccoli passi, riesce finalmente a raggiungere l’altare. Davanti a Padre Wilches i due chiudono gli occhi, aprono leggermente la bocca per accogliere l’ostia consacrata. Niente da fare, Padre Wilches li ha riconosciuti. Tra l’imbarazzo dei fedeli, poggiando una mano benevola sulle spalle dei due, il sacerdote interrompe il rito eucaristico giustificando il suo «no» con queste parole: «Non posso comunicarti per i motivi che tu conosci». «Veramente non li conosco - avrà pensato don Giuseppe tra sé - la mia storia è ormai un capitolo chiuso, ho avuto addirittura la dispensa papale dagli obblighi del celibato». Ma don Wilches, evidentemente, non sapeva dell’«ok» del Papa. Nella sua testa, forse, erano rimasti impressi solo i pettegolezzi originali della vicenda Serrone, quelli che avevano sbattuto il sacerdote innamorato sulle pagine delle cronache provinciali, per rovinare agli sposi una Pasquetta all’insegna della preghiera. La coppia era stata invitata da una loro amica suora, esperta di Sacra Scrittura e conosciuta da don Giuseppe su internet, per vivere un'esperienza di ritiro spirituale nella comunità monastica. A don Giuseppe, comunque, non è andato giù il rifiuto di don Wilches e la brutta figuraccia fatta davanti agli altri fedeli. Così, finita la messa, ha atteso il parroco in sagrestia per chiedere spiegazioni. Ma il cappellano - secondo le indiscrezioni dell'associazione Sacerdoti Lavoratori Sposati - non avrebbe saputo rispondere alle domande». Sempre secondo l’associazione, don Giuseppe avrebbe più tardi commentato l’assurdo gesto di don Wilches con queste parole: «Il nostro matrimonio è stato registrato nei libri parrocchiali. Quello di oggi (n.d.r. ieri) è l’ennesimo episodio di discriminazione dopo quelli di Chia e la convalida di sfratto per la denuncia del Parroco alla Corte di Appello di Roma». m.vincenzoni@iltempo.it 

martedì 10 aprile 2007 
fonte: Il Tempo

 12/04/2007 02.40 © sacerdoti lavoratori sposati