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Chia di Soriano nel Cimino (VT) 08/10/2006 17.02 © sacerdoti lavoratori sposati - Redazione |
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Liberazione
8
ottobre 2006 Baget
Bozzo, il logos e l’islam Gentile
Piero Sansonetti, mi è capitato di leggere un articolo di Gianni Baget
Bozzo su Il Giornale del 26 settembre, intitolato
"Il coraggio di dire la verità", riguardo al discorso che il
Papa fece a Ratisbona, e mi è venuto fatto di sorridere per
questa affermazione del sacerdote: "L'Islam non conosce il logos, cioè
l'uso della ragione interpretativa nella lettura dei testi sacri". Inviterei
Baget Bozzo a riflettere su quante volte la Chiesa il logos lo
mette sotto i piedi. Ne ricordo io qualcuna. La Chiesa rinuncia, ad
esempio, alla ragione quando pretende di basare sulle Scritture la sua
posizione riguardo al sacerdozio femminile. Quando fa credere ai fedeli
che, sempre in base alle Scritture, gli atti di omosessualità siano
gravemente peccaminosi. Quando fa credere che persino la masturbazione sia
atto gravemente peccaminoso. Quando afferma che il ricorso ai
contraccettivi è "azione intrinsecamente cattiva" (cf.
Catechismo, n. 2370).Tutte le altre volte le lascio trovare al bravo
e simpatico sacerdote, ricordandogli che ci sono diverse forma di
violenza. Dire ad una donna, che magari ha abortito per
disperazione, che ha commesso un omicidio, è violenza. Detto
questo, mi pare che l'uso della spada cui ricorse Maometto, non
c'entri con l'interpretazione dei testi sacri, ma di interpretazione
della storia, vale a dire di fatti realmente accaduti, a differenza
delle stragi attribuite erroneamente al Dio dell'Antico Testamento, e
che devono appunto essere lette alla luce della ragione. Veronica
Tussi |
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08/10/2006 17.02 © sacerdoti lavoratori sposati |
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