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 Cambiare la prospettiva dei convegni ecclesiali!

Chia di Soriano nel Cimino (VT) 11/10/2006 05.06 © sacerdoti lavoratori sposati - Redazione


Il gesuita p. Sorge ha espresso in un'intervista a Famiglia Cristiana (n. 42/2006 del 15 ottobre 2006) un suo parere su Verona.

Per il teologo i laici «Possono ri-evangelizzare interi settori della società, ma devono essere più coraggiosi e meno clericali».

Manca «Un laicato maturo. E ciò, naturalmente, ha favorito una presenza sempre maggiore dei vescovi».

Deve cambiare la prospettiva dei convegni nazionali: «Loreto e Palermo sono stati l’occasione per i vescovi di dire cosa la Chiesa deve fare. Nel 1976 a Roma si è cercato, invece, di capire come il Concilio fosse stato recepito dalla Chiesa italiana. Credo che si debba tornare a quella impostazione e ridare ai Convegni decennali la fisionomia di discernimento della comunità cristiana. I vescovi hanno tante altre occasioni per parlare. Mi rendo conto che non è facile. E, paradossalmente, è più facile oggi che questa idea passi nei vescovi, prima che nei laici, i quali hanno mentalità clericali a volte più radicali dei presbiteri».

 I convegni sono importanti «per il solo fatto che si fanno. Certo, occorrerebbe più schiettezza, meno rigidità burocratiche negli interventi, che sono preparati e rivisti prima del Convegno. Manca, a mio parere, spontaneità al dibattito. Dobbiamo imparare uno stile di Chiesa nuovo e non aver paura che esso metta in discussione i carismi. Anzi, proprio con questo stile li possiamo rivalutare».

 11/10/2006 05.06 © sacerdoti lavoratori sposati

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