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Chia di Soriano nel Cimino (VT) 11/10/2006 05.06 © sacerdoti lavoratori sposati - Redazione |
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Per il teologo i laici «Possono ri-evangelizzare interi settori della società, ma devono essere più coraggiosi e meno clericali». Manca «Un laicato maturo. E ciò, naturalmente, ha favorito una presenza sempre maggiore dei vescovi». Deve cambiare la prospettiva dei convegni nazionali: «Loreto e Palermo sono stati l’occasione per i vescovi di dire cosa la Chiesa deve fare. Nel 1976 a Roma si è cercato, invece, di capire come il Concilio fosse stato recepito dalla Chiesa italiana. Credo che si debba tornare a quella impostazione e ridare ai Convegni decennali la fisionomia di discernimento della comunità cristiana. I vescovi hanno tante altre occasioni per parlare. Mi rendo conto che non è facile. E, paradossalmente, è più facile oggi che questa idea passi nei vescovi, prima che nei laici, i quali hanno mentalità clericali a volte più radicali dei presbiteri». I
convegni sono importanti «per il solo fatto che si
fanno. Certo, occorrerebbe più schiettezza, meno rigidità burocratiche
negli interventi, che sono preparati e rivisti prima del Convegno. Manca,
a mio parere, spontaneità al dibattito. Dobbiamo imparare uno stile di
Chiesa nuovo e non aver paura che esso metta in discussione i carismi.
Anzi, proprio con questo stile li possiamo rivalutare». |
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11/10/2006 05.06 © sacerdoti lavoratori sposati |
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