Proposta sui sacerdoti sposati dell’ex capo-redattore della Radio Vaticana, da anni già inoltrata dal Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati

Paolo Scapucci ex capo-redattore della Radio Vaticana ha recentemente formulato una proposta sui sacerdoti sposati pubblicata nelle pagine web di corriere.it. La proposta inoltrata al Papa, ai Vescovi e ai vertici Vaticani, più volte, in passato, dal Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati fondato da don Giuseppe Serrone e impegnato nella Chiesa e nella società per i diritti civili e religiosi delle famiglie dei preti sposati in Italia e nel mondo, ora ha un nuovo sostenitore.
Ecco la proposta ripresa dalle pagine web del movimento (http://nuovisacerdoti.altervista.org):
“Nella Chiesa cattolica sta muovendo i primi passi un nuovo Sinodo dei Vescovi, che — per esplicito volere del Papa — raccoglie suggerimenti anche da parte del Popolo di Dio, su cui discuteranno e decideranno i Padri sinodali. Modestamente mi permetto di esprimere l’auspicio — condiviso da molte persone anche assai qualificate, con cui ho avuto modo di parlarne — che venga presa in considerazione la possibilità che i sacerdoti, i quali con regolare dispensa ecclesiastica si sono sposati e conducono vita esemplare, possano — se lo vogliono — tornare a svolgere il ministero sacerdotale, dato che secondo la dottrina cattolica sono «sacerdoti per sempre» («sacerdos in aeternum»). Il che ovviamente non ha niente a che vedere con l’abolizione del celibato ecclesiastico, mentre costituirebbe una preziosa utilizzazione delle risorse esistenti nella perdurante carenza di nuove vocazioni. Tra l’altro, in linea con la tradizione delle Chiese orientali, anche cattoliche” (Paolo Scappucci già capo-redattore della Radio Vaticana).