Quelle ore con i bimbi, una fonte dʼoro per la loro vita

Certe mattine ho la sensazione di vivere nel limbo , un luogo senza rumori, privo di chiasso inutile, dove il suo esistere è dato da un silenzio leggero senza forma, né colore, né peso. E così lo sognavo quando ero bambina e mi portava via una parte di cielo che tenevo nelle tasche del mio grembiule quando ero costretta ad andare a scuola che non amavo. In fondo possedevo qualcosa che altri non avevano, del quale non conoscevano il colore vero, la misura, la sua vita passata accanto a noi e allora che importava se la mia compagna di banco prendeva sempre voti migliori dei miei, ma era suo destino stare seduta dietro il banco scrivendo i compiti senza ricordare i sogni della notte? La mia mente con difficoltà seguiva le ore della scuola e quando la famiglia mi chiedeva un aiuto materiale lo facevo talmente in fretta che me ne dovevano dare almeno un altro se volevano vedermi occupata invece che sognante sulla mia piccola poltrona ! Ma c’è il Limbo? O ce lo siamo inventato noi gente della terra perché non sapevamo dove mettere chi non aveva avuto vita, se non per pochi istanti? Poveri bambini senza nome! Allora non c’è, ma è un’invenzione dell’uomo che vuole nascondere un peccato… Se sapessi dipingere metterei accanto alla figura del Signore, l’immensa folla dei bambini che della vita hanno conosciuto solo qualche ora senza vedere un raggio di sole. Senza il sorriso di un bambino, la sua risata piena, l’abbraccio che ti chiede per esserti vicino è piena d’ombra la vita. Ed è per loro che passiamo i nostri anni anche se ce ne accorgiamo tardi quando forse abbiamo giudicato il tempo accanto ai loro giorni quasi sprecato per quanto riguarda il nostro lavoro o il nostro interesse. Il lavoro ci viene pagato con denaro che sarà utile forse subito, ma le ore passate accanto alla loro anima che cresce giorno per giorno sono una fonte d’oro per la loro vita. Questo certo richiede sacrifici. Giorni fa la televisione ci ha fatto vedere una giovane famiglia che aveva deciso di lasciare la città dove erano nati e acquistare un po’ di campagna ai piedi di un monte. Lavorare la terra, dormire sentendo che al di là del tuo tetto riposano migliaia di mondi di luce, sentire che i boschi, le pietre, ti sono vicine e respirano la stessa aria, il medesimo vento. Tutto diventa vita della tua vita e ti accorgerai che mentre lavori ricordi una canzone che avevi dimenticato, che il sole ti oscura la pelle senza la crema costosa che una volta comperavi, che sorridi agli animali del bosco che ti guardano curiosi da lontano. Allora ti ricorderai quando da giovane leggendo le pagine della Bibbia non avevi trovato ricerca di denaro e di ricchezza, ma amore per i raggi del sole, per la frescura dell’acqua, per l’ombra gentile delle piante che ti nascondevano il calore del deserto. La terra fatta per l’uomo, per la sua gioia, per il suo piacere che era da conquistare con fatica e pena, ma infine premio finale promesso per l’eternità.

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