SACRO E PIETÀ POPOLARE. Con Dolz gioia e passione per il Bambin Gesù

Avvenire

Un viaggio nella letteratura e nell’iconografia religiosa dal Vangelo ai nostri tempi. Lo fa Michele Dolz, storico dell’arte cristiana, con Il Dio Bambino (terza edizione edita ora da Ares, pagine 408, euro 24,00: la prima uscì da Mondadori nel 2001): frutto di ricerche appassionate e di continuo approfondimento. Dolz ricorda il commento di sant’Ambrogio al Vangelo di Luca: «Egli volle essere fanciulletto, affinché tu potessi diventare un uomo perfetto». Attraversiamo il Medioevo, l’“umanesimo monastico”, san Bernardo che contempla il Bambino Gesù “con straordinaria vivacità e intimità”, Aelredo di Rievaulx , autore di De Jesu puero duodenni , teologo riscoperto e rivalutato negli ultimi decenni. Ci si immerge nel movimento francescano, nella scuola carmelitana ( Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, “giganti” della spiritualità moderna), nel grande secolo francese (Pierre de Bérulle, Margherita del Santissimo Sacramento, Nicolas Barré dell’Ordine dei Minimi , fondatore delle suore e delle scuole del Bambino Gesù, Fénelon…). Il Settecento è il secolo di Alfonso Maria de’ Liguori, filosofo e teologo, autore di Tu scendi dalle stelle. E sono ricchi di fede e di spiritualità i nostri tempi: Teresa di Gesù Bambino, Faustina Kowalska, Edith Stein, Maria Valtorta, Padre Pio, Josemaría Escrivá. La rassegna di letteratura religiosa si chiude con una poesia–preghiera di san Giovanni Paolo II.

Sono 57 le figure che corredano il volume, tutte illustrate sul piano storico e artistico. Si segnala un dipinto di William Blake raffigurante “il Bambino Gesù addormentato su una croce con le braccia aperte come se dovesse esservi veramente inchiodato”. Si chiarisce l’essenza del culto, quello autentico, e della devozione, quella vera e veramente vissuta, al Divino Infante nel corso dei secoli. L’autore mette in guardia da sentimentalismi, atteggiamenti teatrali, incrostazioni che portano lontano dal profondo senso religioso delle grandi tradizioni popolari. Una galleria di poeti, di artisti, di mistici. Un piccolo gioiello. Un libro da leggere con attenzione, partendo dalle ragioni teologiche che sostengono il discorso– racconto di Dolz. Il cristiano cerca Cristo nella sua umanità e “attraverso la sua umanità”. Si ricorda un pensiero di santa Caterina da Siena: «Non ti vien detto: devi affaticarti e cercare la via per arrivare alla verità e alla vita… La via stessa è venuta a te e ti ha svegliato». La devozione al Bambino Gesù, al buon Pastore, al Crocifisso, al Risorto… è devozione a Gesù. Il libro va letto tenendo sempre presente il “Gesù intero”. La contemplazione del Bambino di san Bernardo è “profondamente teologica”. Teresa Martin associa sempre «il Bambino all’uomo della passione», non scompone «la vita né la persona di Cristo». E si fa chiamare Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. E san Leone Magno, autore di numerose omelie sui misteri dell’infanzia, ricorda che «tutta la vita di Cristo, con i singoli fatti, ha avuto un valore redentore, a cominciare dall’Incarnazione». Dal Bambino.

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