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NARRATIVA Urciolo, il mondo in provincia

FULVIO PANZERI Avvenire

È decisamente interessante l’esordio nella narrativa di una nuova scrittrice, Alice Urciuolo, classe 1994, già conosciuta come sceneggiatrice di una serie di successo, Skam Italia, autrice che conosce in modo assolutamente non superficiale il mondo delle nuove generazioni. E lo racconta attraverso un romanzo che ha il merito di essere costruito attraverso un incastro di storie e di personaggi, che ben delineano il carattere multiforme che la gioventù di oggi ha nel rispondere ad una mutata gestione della socialità e soprattutto del rapporto con le generazioni dei padri e dei nonni. Un altro merito della Urciulo è quello di non limitarsi al più convenzionale e facile da gestire, ad effetto, ambiente degradato: ben più complesso raccontare la normalità dei giovani della provincia e soprattutto riuscire a tenere un livello di tensione narrativo alto, per un gran numero di pagine che coprono un arco temporale piuttosto breve – un’estate – che però segna una sorta di limite, un punto fermo, entro il quale “annegare” le proprie incertezze esistenziali, per ricominciare seguendo altre prospettive. L’Agro Pontino che ci racconta la Urciolo diventa simbolicamente la provincia italiana, con i suoi legami con le tradizioni, con una assenza di dialogo tra generazioni, con un grande ed esasperato bisogno di ascolto e soprattutto una fragilità giovanile che si nutre di incertezze, di ossessioni, di ricerca di una identità che porti a più libere e consapevoli scelte e che possa far superare le incrostazioni di una cultura tradizionalista che non può più usare la forza dei suoi preconcetti per offrire una possibilità di salvezza. La Urciolo racconta un gruppo di ragazzi di famiglie normali e benestanti, in una realtà che l’anno prima ha vissuto un dramma di cui non si vuole parlare in paese, l’assassinio di una loro coetanea e amica di alcuni di loro, Elena. La vicenda turba ancora la loro estate: quella di Vanessa, ricca e viziata, diciottenne da poco, fidanzata con uno studente di economia, di ottima famiglia; quella di Diana, insicura e timida, i cui genitori hanno un ristorante a Sabaudia; quella di Vera, innamorata di un ragazzo sbagliato, perché non sa cosa sia la fedeltà. In un mondo in cui la comunicazione, ma anche lo scambio delle emozioni passa attraverso l’interfaccia digitale e i social, tra continui viaggi in provincia da una località all’altra, la Urciolo mette in scena il senso di vuoto di un gruppo di adolescenti che hanno bisogno di qualcuno che li ascolti, che non li illuda, che possa offrire possibili indicazioni che restano però carta bianca sulla quale scrivere la propria sofferenza affettiva. Giova al romanzo la scelta di un realismo che adotta anche un linguaggio semplificato, per nulla gergale, derivazione dell’essenzialità della comunicazione messaggistica. Al centro, un tema quello dell’ambivalenza della parola “adorazione” che l’autrice legge nei caratteri di questa gioventù, nella chiave di una dicotomia, quello di un sentimento di cura e di devozione che però può degenerare facilmente, nel suo opposto, l’ossessione e la volontà di possesso.

Alice Urciuolo

Adorazione

66thand2nd. Pagine 340. Euro 18 ,00