Papa Francesco contro chi vuole le donne prete: la loro ordinazione ora è un crimine come la pedofilia

La reazione di Papa Francesco alle continue sollecitazioni che continuavano ad arrivare dalla Chiesa in Germania, Austria, Stati Uniti, Gran Bretagna, Brasile ad aprire spiragli al sacerdozio femminile è stata una autentica legnata. Roma locuta, causa finita. Altro che visione riformatrice. Francesco ha usato la mano pesante e con un Rescripto ha aggiornato la legge sui delicta graviora (i delitti contro la fede più gravi), inserendo tra i peggiori crimini anche l’ordinazione delle donne che va a completare una lunga lista, affiancando pedofilia, sacrilegio dell’eucarestia, rottura del sigillo sacramentale della confessione, scisma, eresia.
Le nuove norme
Per ironia della sorte questa disposizione normativa entrerà in vigore domani, giorno dell’Immacolata Concezione. L’ordinazione delle donne nonostante sia sempre sempre stata vietata, e la dottrina in merito non è mai cambiata, e tutti i pontefici si sono espressi contro, con l’arrivo Francesco le comunità cattoliche (soprattutto tedesche) si immaginavano l’inizio di un percorso riformatore capace di condurre ad una futura apertura. E così – proprio mentre continuano i lavori teologici della commissione sul diaconato femminile (un’altra questione al palo) – è arrivata l’ennesima mazzata a chi sperava nel sacerdozio femminile, da oggi in poi equiparato a uno dei peggiori crimini della fede.
«Alla Congregazione per la Dottrina della Fede è riservato anche il delitto più grave di attentata ordinazione sacra di una donna: se colui che attenta il conferimento del sacro ordine o la donna che attenta la ricezione del sacro ordine è un fedele, incorre nella scomunica latae sententiae la cui remissione è riservata alla Sede Apostolica».

Il sacramento della confessione
Con questo Rescripto il Papa ha anche blindato ulteriormente il sacramento della confessione. I preti non potranno mai rompere il sigillo sacramentale per denunciare – per esempio – un pedofilo se mai dovessero avere in confessionale l’ammissione del crimine. Un nodo drammatico che è stato sollevato in Francia dall’opinione pubblica dopo la pubblicazione del devastante rapporto sulla pedofilia. In circa 70 anni sarebbero state conteggiate circa 300 mila vittime, molte delle quali minorenni.
Su questo punto però il Papa ha risposto picche persino al premier francese che alcune settimane fa, durante una udienza, sollevava la grande questione e l’obbligo morale per i preti di andare a denunciare alle autorità civili i pedofili per proteggere i bambini. Papa Francesco successivamente ai suoi collaboratori di curia, riferendo loro del colloquio con il premier francese, ha aggiunto che il sigillo sacramentale resterà per sempre sacro e inviolabile. Il passaggio normativo è questo: «Non è lecito ad alcuno rendere noto il nome del denunciante o penitente, né all’accusato né al suo Patrono, se il denunciante o penitente non hanno dato espresso consenso; si valuti con particolare attenzione la credibilità del denunciante, e si eviti assolutamente qualunque pericolo di violazione del sigillo sacramentale, garantendo il diritto di difesa dell’accusato».

La promulgazione di una nuova versione delle ‘Norme sui delitti più gravi riservati alla Congregazione per la Dottrina della fede”, i ”delicta graviora”, ha introdotto anche la possibilità di decretare la dimissione d’ufficio dallo stato clericale, senza processo, anche per i casi contro la fede – come ad esempio quello di un prete che aderisca a una comunità scismatica sottraendosi però al processo. I delitti contemplati nelle norme rimangono gli stessi. Con i cambiamenti effettuati le norme sono state armonizzate con il Codice di diritto canonico promulgato nel maggio 2021: c’è stato un reciproco adattamento e l’inserimento nelle norme dei nuovi canoni.
ilmessaggero.it