Papa Francesco “quasi scusa doppia presunta doppia vita arcivescovo Parigi e carezze a Segretaria”, ma ancora non accetta i preti sposati con regolare percorso senza doppia vita

Ecco di seguito le frasi di Papa Francesco nell’intervista al Papa sul volo di ritorno dopo il viaggio a Cipro e in Grecia. Sorprendono le dichiarazioni di Bergoglio. Discrezione e silenzi e nessun accenno alla doppia vita. Per il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati era auspicabile nella risposta, alle domande dei giornalisti, da parte del Pontefice una netta condanna di atteggiamenti simili a quelli che hanno portato alle dimissioni l’arcivescovo di Parigi. Bergoglio indugia e lascia adito a critiche e insinuazioni. Sul lato delle riforme necessarie alla vita della Chiesa lascia ancora fuori dal ministero i preti sposati senza doppia vita  e con un regolare percorso di dimissioni, dispensa dagli obblighi del celibato e matrimonio religioso (ndr).

Di seguito le frasi del Papa (fonte: corriere.it)

«Mi chiedi: cosa ha fatto di così grave da dover rassegnare le dimissioni? Lui non lo sà? Prima di rispondere dirò: fate un’indagine. È stato condannato? E chi lo ha condannato? Opinione pubblica. Se sai perché, dillo. Era la sua mancanza, contro il sesto comandamento, ma non totale. Le piccole carezze, i massaggi che ha fatto alla segretaria, è così. E questo è un peccato, ma non è un peccato grave. I peccati della carne non sono i più gravi. Così Aupetit è peccatore come me, come lo era Pietro il vescovo su cui Gesù aveva fondato la Chiesa e che lo aveva rinnegato. Perché la comunità dell’epoca aveva accettato un vescovo peccatore? Era una chiesa normale, in cui eravamo tutti abituati a sentirci tutti peccatori, umili. Vediamo che la nostra Chiesa non è abituata a dire un vescovo peccatore, siamo abituati a dire che è un santo, il vescovo. Il chiacchiericcio cresce e toglie la fama a una persona. Il suo peccato è peccato, come quello di Pietro, il mio, il tuo. Ma per le chiacchiere, un uomo la cui fama è stata portata via non può governare. Questa è un’ingiustizia. Per questo ho accettato la rinuncia di Aupetit: non sull’altare della verità, sull’altare dell’ipocrisia».

(ANSA)