Una scuola con tutti i colori del mondo

Sono più del 10% (il 10,3% per la precisione) gli alunni con cittadinanza non italiana che frequentano le nostre scuole, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero dell’Istruzione. Ma, attenzione: per la maggior parte si tratta di bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri. Questa è la condizione del 65,4% di loro, praticamente quasi 7 su 10. Si tratta, dunque, di persone che, come tutti, cercano nella scuola un ambiente dove non si apprendono soltanto nozioni ma dove, soprattutto, si cresce insieme ai propri compagni nella consapevolezza di appartenere, tutti, alla medesima comunità. È anche per questa ragione che i figli delle famiglie immigrate nel nostro Paese frequentano volentieri la scuola e con numeri crescenti.

Negli ultimi cinque anni sono aumentati del 20% e praticamente tutti frequentano le elementari e le medie, mentre la frequenza diminuisce alle superiori. Tra i 17 e i 18 anni circa uno studente non italiano su tre smette di andare a scuola, non completando pienamente la formazione per l’inserimento nel mondo del lavoro. Un altro problema riguarda le bambine della scuola dell’infanzia, che frequentano con percentuali più basse rispetto ai maschi. Una circostanza che mette in luce, con ogni probabilità, anche motivazioni culturali e familiari che svantaggiano le femmine rispetto ai maschi.

Un’ingiustizia che proprio a scuola si può cominciare a superare.

Dando a tutti, bambini e bambine, italiani e di altre nazionalità, le stesse opportunità di crescere, bene e insieme. Senza barriere e pregiudizi. Come, purtroppo, fanno spesso i grandi.

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