Fondo Clero: il saldo è rinviato a marzo 2020

Rinviato al 31 marzo 2021, mercoledì della Settimana Santa, il saldo dei contributi dovuti al Fondo Clero a seguito al recente aggiornamento degli importi. Un decreto ministeriale ha rivalutato dell’1,1% l’importo annuale in corso di 1.741,08 portandolo a 1.760,24 euro con effetto retroattivo dal 1 gennaio 2019. Di qui l’obbligo degli assicurati di integrare i pagamenti già effettuati versando altri 19,16 euro per ciascun anno 2019 e 2020. La circolare dell’Inps n. 135 del 25 novembre scorso conferma i nuovi importi e i relativi frazionamenti (293,37 euro per ogni bimestre o 146,69 per singolo mese) come anticipati su Avvenire dell’8 ottobre, ed espone le modalità di pagamento nell’ampia scelta offerta dai dispositivi tecnologici. Accedendo infatti sul sito dell’Istituto al Portale dei Pagamenti è disponibile il canale on line “pagoPA” versando tramite carte di pagamento di credito o debito e carte prepagate oppure con addebito in conto corrente. L’Inps comunica che l’iscritto riceverà in ogni caso gli Avvisi di pagamento per i contributi ordinari 2021. Con l’Avviso il sacerdote può effettuare i pagamenti tramite canali sia fisici sia on line delle banche (per l’home banking il codice CBILL dell’Inps è AAQV6), i bancomat abilitati, i punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5 e di altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP). Sul sito www.pagopa.gov.it è consultabile l’elenco aggiornato di tutti i Prestatori di Servizi di Pagamento con l’elenco delle forme di pagamento disponibili per i correntisti e per i non correntisti. Nella stessa circolare ritorna poi, l’Inps, sul rapporto tra i sacerdoti e l’Istituto Centrale per il Sostentamento del clero che è incaricato di versare i contributi, per chiarire che il destinatario dell’obbligo contributivo rimane il ministro di culto ma, per finalità di semplificazione, la legge sulla materia n. 222/1985 ha istituito “una sorta di delega cumulativa” (sic) al pagamento degli oneri previdenziali, ponendola a carico del soggetto che corrisponde la remunerazione ai ministri di culto. Un’attenta lettura dell’art. 25 della stessa legge sul versamento dei contributi del clero da parte dell’ICSC, mostra chiaramente che non si tratta di delega ma di un compito proprio ed autonomo dell’Istituto Centrale. Se fosse una delega il sacerdote avrebbe la facoltà di gestirla secondo il diritto.

Avvenire

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